Tae Kwon Do, tre parole per una sola arte marziale che affonda le sue radici nelle origini della storia coreana, tra invasioni, guerre e rigide norme di disciplina morale. Per definire quest'arte marziale nella totalità e pluralità dei suoi significati e delle sue implicazioni filosofiche e morali forse la cosa migliore é partire dal significato della parola stessa: "Tae Kwon Do", ovvero "l'arte di colpire di pugno e di calcio"; da ciò possiamo dedurre facilmente che il Taekwondo é da classificarsi tra le arti marziali che si caratterizzano per il combattimento senza armi. Essa però, pur possedendo sia caratteristiche tecniche delle discipline di combattimento giapponesi, quali il Karate, sia movimenti circolari tipici delle arti cinesi, si differenzia da esse per le sue potenti e spettacolari tecniche di calci.

tramonto

Le prime tracce che abbiamo del Taekwondo risalgono al 50 a.C., si tratta di alcuni dipinti ritrovati in una tomba reale (Muyong-chong) della dinastia Koguryo, uno dei tre regni che sorgevano nella Corea di quel tempo, quando quest'arte marziale era ancora chiamata Taek Kyon. In realtà fu solo durante il regno di Silla, e più precisamente ad opera dei nobili guerrieri Hwarang, che il Taek Kyon si diffuse attraverso la Corea ed iniziò il suo sviluppo che l'avrebbe poi portato a diventare l'arte marziale coreana per eccellenza. Si suppone che originariamente quest'arte sia stata introdotta all'interno dell'addestramento della classe guerriere di Silla ed insegnata ad una piccola élite di guerrieri, chiamati appunto col nome di Hwarang. Da quì nacque la società di Hwarang-do, che significa "la via della fratellanza tra gli uomini", formata dai capi (Hwarang), scelti unicamente tra tutti i figli della nobiltà reale con un età compresa tra i 16 e i 20 anni, e i cadetti (Nangdo), sempre scelti tra la gioventà nobiliare per arrivare ad un totale di 200-1000 unità. Questa società ovviamente non si preoccupava di insegnare ai suoi allievi unicamente l'arte del Taek Kyon, essi studiavano varie discipline sia pratiche, come la scherma, il tiro con l'arco, l'equitazione, la tattica militare (e lo stesso Taek Kyon), che teoriche, come la storia, la filosofia confuciana, l'etica, la morale buddista. Alla base di tutti gli insegnamenti ricevuti c'erano sempre i Cinque Codici della Condotta Umana, ovvero i cinque principi fondamentali dettati dal saggio monaco buddista Wonkang:

  • Sii fedele al tuo paese
  • Sii obbediente ai tuoi genitori
  • Sii leale con i tuoi amici
  • Non ritirarti mai in battaglia
  • Non uccidere ingiustamente

E proprio questi principi sono oggi alla base degli undici comandamenti del Tae Kwon Do moderno:

  • Fedeltà al tuo paese
  • Rispetto dei tuoi genitori
  • Fedeltà alla sposa
  • Rispetto dei tuoi fratelli
  • Lealtà verso gli amici
  • Rispetto degli anziani
  • Rispetto dei tuoi insegnanti
  • Non uccidere ingiustamente
  • Spirito Indomabile
  • Fedeltà alla tua scuola
  • Termina ciò che inizi

A diffondere quest'arte nelle varie zone della Corea furono questi guerrieri erranti, gli Hwarang, tra il 668 e il 935 d.C., periodo durante il quale il Taek Kyon si contraddistinse prevalentemente come attività ludico sportiva tesa al mantenimento e miglioramento della forma fisica. Nel periodo immediatamente successivo, corrispondente alla dinastia Koryó, e fino al 1932, il Taek Kyon mutò il suo nome in Subak, le cui regole e i suoi fondamenti furono raccolti in un libro che permise la diffusione di quest'arte marziale anche tra gli strati popolari; tale diffusione non venne arrestata ma anzi spinta dal divieto di praticarla durante l'invasione e l'occupazione giapponese che durò 36 anni. Dalla liberazione, avvenuta nel 1945, l'arte marziale coreana intraprese quel cammino che l'ha condotta ai nostri giorni col nome di Tae Kwon Do. É infatti tra gli anni '50 e '60 che cominciarono a sorgere varie scuole e palestre in cui quest'arte venne insegnata e trasmessa dai vari maestri, creando così una pluralità di forme della stessa. Una prima forte spinta all'unificazione seguì all'impiego delle sue tecniche di combattimento durante la guerra di Corea da parte di gruppi speciali americani, il più famoso dei quali é conosciuto col nome di Black Tigers. L'esercito americano aveva conosciuto il Taek Kyon in seguito all'invio di un maestro coreano negli Stati Uniti, grazie al quale si avviò la diffusione dell'arte marziale coreana negli U.S.A. É nel 1955 che fu stabilita, da un convegno di esperti, l'unificazione del Taek Kyon e di tutte le sue varie scuole sotto l'unica denominazione di Tae Soo Do, nome convertito due anni dopo nell'odierno Tae Kwon Do, sia per la similarità di questo termine con quello originario (Tae Kyon), sia per il suo significato che ben identificava e descriveva le sue tecniche e i suoi movimenti.

calci

Nel 1973 venne fondata la World Taekwondo Federation che da allora coordina tutte le attività di Tae Kwon Do al di fuori del territorio coreano, quale organismo regolatore; nello stesso anno si svolse a Seoul il primo campionato mondiale di Tae Kwon Do, che negli anni a venire fu ospitato da varie altre nazioni. Nel 1980 l'arte marziale coreana viene finalmente riconosciuta dal IOC (International Olympic Committee) come sport olimpico e nel 1988 viene scelto come sport dimostrativo per le olimpiadi di Seoul.